Claudia Marss in concerto

CONCERTO GOSPEL A OSTIA ANTICA CON LA FAMOSA CANTANTE BRASILIANA CLAUDIA MARSS ACCOMPAGNATA DAL CORO E ALTRI DUE SOLISTI DI GOSPEL.

Il concerto avrà luogo venerdì 10 marzo in Sala Riario nell’ambito della stagione concertistica “Willi Ferrero” dell’Associazione A. Corelli.

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Gospel in inglese significa Vangelo. La storia di questo genere è complessa e articolata, e si sviluppa attraverso un paio di secoli di mutamenti sia sociali che culturali.
LE RADICI DEL JAZZ: Nel 1619 attraccò in Virginia a Jamestown una nave olandese con un carico di alcune decine di africani strappati da una nave spagnola nel corso di un arrembaggio. In questo primo periodo gli africani potevano essere utilizzati come servi o, convertendosi al cristianesimo, potevano ottenere la libertà. Dopo qualche decennio tuttavia la carenza di manodopera spinse i coloni verso uno dei commerci più proficui e disumani; quello degli schiavi. Le navi europee portoghesi, francesi e inglesi approdavano nella costa occidentale dell’Africa e scambiavano con le tribù guerriere del luogo povere merci in cambio di africani che vivevano all’interno del continente. Riempivano la nave di uomini e donne,
CI SI RIFERISCE AL GOSPEL PER COMPRENDERE UNA SERIE DI GENERI DIVERSI CHE NASCONO TUTTI DALLA STESSA RADICE AFRO-AMERICANA: dagli schiavi strappati alle loro terre e costretti a vivere e lavorare in un mondo che era loro ostile. Persone letteralmente spogliate da ogni diritto di essere umano che riversavano nel canto e nella preghiera a Dio tutto il dolore per le umiliazioni subite e allo stesso tempo la speranza che un giorno tutto quel dolore cessasse. Cantavano per darsi il ritmo nelle dure e interminabili giornate di lavoro nei campi, cantavano per poter comunicare con i propri fratelli in un linguaggio in codice per pianificare tentativi di fuga, o adunanze.
GLI SCHIAVI SOPRAVISSUTI ALLA TRATTA E COMPRATI DAI PADRONI BIANCHI, venivano deportati nelle grandi piantagioni di cotone e costretti a vivere e lavorare in condizioni disumane: a loro non restava altro che adattarsi e rassegnarsi ad un nuovo mondo, fatto di regole tanto spietate quanto incomprensibili.
Di fronte a questa situazione, fu per loro inevitabile sviluppare una forma interiore di resistenza, richiamando le sole risorse culturali che avevano potuto portare con sé. Tra queste risorse quella che più si dimostrò capace di accompagnare lo schiavo nella sua monotona e dura resistenza fu la musica.
LA MUSICA RAPPRESENTÒ PER GLI SCHIAVI NEGRI D’AMERICA il solo conforto ed il solido sostegno ai tormenti fisici e morali subiti.
LA MUSICA E LA DANZA SI PRATICAVANO IN AFRICA QUASI SENZA INTERRUZIONE; erano l’espressione della religiosità africana. Ogni evento della comunità era scandito dalla danza rituale e dal suono degli strumenti a percussione, a corda e a fiato; i ritmi e le melodie rappresentavano un vero e proprio linguaggio sociale per veicolare informazioni importanti e per esprimere pensieri ed emozioni.
Nel 1920, il Rinascimento Nero era un movimento artistico e culturale che si occupava principalmente di poesia e la musica. Il movimento era l’evidenza di un rinnovato spirito di orgoglio razziale che aveva il desiderio di affermarsi, per questo l’ uso del dialetto era tabù. Il ritrovato orgoglio razziale infuse il lavoro di musicisti e scrittori come Langston Hughes.
Per la prima volta, gli afroamericani si resero conto che le loro radici erano profonde nella terra della loro nascita. Il Rinascimento Nero ha avuto una significativa influenza sul modo di cantare e di interpretare i Negro Spirituals. In primo luogo, il significato storico degli stessi è stato reso noto e sottolineato, rendendolo importante alla stessa stregua della melodia o l’interpretazione. In secondo luogo anche gli interpreti stessi sono stati invitati a studiare e rendersi più edotti in modo da poter meglio comprendere ciò che stavano cantando anche da un punto di vista storico, e passare meglio il messaggio.

VI ASPETTIAMO A QUESTO MAGNIFICO CONCERTO PIENO DI SIGNIFICATO STORICO E SOCIALE!