Notti di Spagna

Tra Spagna, Americhe e … Francia!
La musica iberica vista con occhi degli spagnoli, dei latino-americani e dei francesi
Il prezioso programma della serata, tutto spagnolo, che ci offre il M. MONALDO BRACONI pianista poliedrico capace di una carica di entusiasmo e passione certamente coinvolgenti, è formato da ben sette compositori, che abbracciano un arco di tempo che si estende dalla seconda metà dell’ottocento alla seconda metà del novecento, e le composizioni dei quali risultano, qualche volta, anche poco conosciute in patria, mentre altre, invece, sono molto più note e diffuse anche tra i neofiti.
La musica in Spagna è da sempre stata una delle attività non solo più praticate, ma anche più folkloristiche e di rilevanza internazionale. Sostanzialmente essa si allaccia alla tradizione popolare, come quella del flamenco, inconfondibile anche per i movimenti “calienti“ della danza ad esso associata. Essa, per il fascino dei suoi ritmi e delle sue melodie, sin dai primi decenni dell’ottocento esercitò un potere di suggestione su molti musicisti mitteleuropei, slavi e non solo. La mescolanza con le influenze orientali (arabe), greche e gitane gli conferiscono un alone di magia e mistero, in particolare in un epoca, quella del XIX secolo, dove il romanticismo dominava il comune sentimento tra gli artisti. L’iniziatore di questa “moda” per il folclore spagnolo può essere considerato M. Glinka, che ebbe modo di soggiornare diversi anni a Madrid e di assorbire l’atmosfera della musica iberica. Anche N. Rimskij-Korsakov non si sottrasse a questa suggestione nel suo “Capriccio spagnolo”.
In particolare, la Spagna veniva considerata dagli artisti francesi e, segnatamente, dai musicisti, un’autentica invenzione, una categoria dello spirito, come più tardi riconobbe lo stesso M. de Falla.
Questo repertorio, non certo molto frequentato, è aspro e sanguigno, non a caso innervato profondamente dai trascinanti ritmi e dalle atmosfere della musica popolare e religiosa iberica, in cui spesso tuttavia emerge, con colori inaspettati, l’importante influenza della vicina scuola francese.

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