La storia siamo noi

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L’ASSOCIAZIONE A.CORELLI INVITA TUTTI GLI APPASSIONATI AL CONCERTO DI CHIUSURA del Festival Willy Ferrero VENERDI’ 12 maggio alle ore 21,00 in Sala Riario con un concerto spettacolo intitolato “LA STORIA SIAMO NOI” un viaggio storico e geografico della CANZONE ITALIANA Con la presenza di 16 CANTANTI in palcoscenico.
Sono in molti a sostenere che la canzone in italiano, abbia svolto un’importante funzione di integrazione culturale in un Paese con una lunga storia di frammentazione alle spalle e una scarsa diffusione dell’alfabetismo ancora nei primi decenni del Novecento. Attraverso la canzone anche chi non aveva familiarità con la lingua italiana poteva misurarsi con una sintassi, una grammatica e un vocabolario che erano nazionali e in questo senso, la canzone avrebbe ricoperto in questi ultimi decenni un ruolo politico cruciale contribuendo, in termini quantitativamente ingenti stando alle ore e agli orari di trasmissioni radiofoniche e televisive dedicate a essa, oltre che alle vendite di dischi e alla diffusione di manifestazioni canore dal vivo, alla costruzione della nazione e alla produzione dell’italianità.
Che in Italia la canzone sia fenomeno tutt’altro che marginale è del resto cosa nota. A ricordarci la sua rilevanza, la sua ubiquità, basterebbe l’esempio di un capo del governo (di origini lombarde e comunque milanese di adozione) appassionato di canzoni in dialetto napoletano tanto da comporle e interpretarle (e registrarle su disco ufficiale), e di un premio Nobel per la letteratura che di canzoni nella sua lunga carriera ne ha scritte e cantate e incise a decine. L’immagine internazionale dell’Italia passa poi come noto anche da classici della canzone come “O sole mio” e “Volare” (ovvero “Nel blu, dipinto di blu”), dalla celebrità di cantanti (lirici, ma che non disdegnavano affatto di cantare canzoni) come Enrico Caruso (1873-1921), Beniamino Gigli (1890-1957) e Luciano Pavarotti (1935-2007), e naturalmente dallo stereotipo dell’italiano suonatore di mandolino che tanto infastidiva Benito Mussolini. Ma la canzone non è certo genere specificamente italiano, e anzi proprio dall’invasione di canti, voci e suoni, ovvero canzoni straniere e dai modi della loro ricezione, è dipesa buona parte della storia moderna (anche) della canzone italiana.
La canzone – Nonostante la sua onnipresenza, o forse proprio per questo, l’oggetto ‘canzone’ resta peraltro concettualmente sfuggente. Ci accontenteremo qui di una definizione minima, essenziale, che identifica come canzone qualunque «composizione di musica e testo» che abbia le proprietà di essere breve e di contenere ripetizioni. Se la brevità è un tratto di non facile applicazione (quanto breve? cosa distingue una lunga canzone da un breve pezzo di musica da camera?), la struttura ripetitiva è una delle proprietà necessarie della forma 4). Una terza caratteristica, non essenziale al concetto di canzone, ma presumibilmente alla sua persistenza ed esistenza nel mondo contemporaneo, è la connessione con il disco o più precisamente con l’incisione fonografica.